Ettore

Ettore (greco: Ἕκτωρ; latino: Hector) è un eroe della mitologia greca, figlio primogenito di Priamo, re di Troia, e di Ecuba. Era sposo di Andromaca e padre di Astianatte. Nell'Iliade Ettore è l'antagonista del poema di Omero. Ettore, per non lasciare che i nemici prendano il sopravvento, li affronta per salvare la sua gente e la sua patria. Sa essere in battaglia un guerriero terribile e valoroso, ma lo si vede anche spesso indietreggiare. Durante la lotta contro il prode Achille inizialmente dà prova di vigliaccheria per poi prendere coraggio e affrontare il suo grande nemico in un duello leale.Partecipò alla guerra di Troia e fu il più importante difensore della città prima di essere ucciso in combattimento da Achille, rabbioso con lui per l'uccisione di Patroclo. Le sue vicende sono narrate principalmente nell'Iliade di Omero, di cui è uno dei personaggi principali.La fama dell'eroe omerico rimase viva anche in epoca post-classica, e nel Medioevo egli fu ritenuto esemplare per la sua piena adesione agli ideali cavallereschi: venne infatti inserito tra i nove prodi


Glauco

Glauco è una figura della mitologia greca, nipote di Bellerofonte.Fu uno degli eroi della guerra di Troia. Nell'Iliade di Omero è descritto a capo dei guerrieri di Licia (alleata di Troia) con Sarpedonte, di cui era cugino: Glauco era infatti figlio dell'ultimogenito di Bellerofonte, Ippoloco. Egli viene descritto come giovane eroe valoroso e d'animo nobile, e attaccatissimo al cugino, nonostante la grande differenza di età (Sarpedonte era molto avanti negli anni quando partì per Troia).
Come è detto nell'Iliade, Glauco in guerra si ritrovò faccia a faccia con Diomede ma, scoperto un antico legame di ospitalità, entrambi rifiutarono di battersi e si scambiarono dei doni: Glauco offrì a Diomede la sua lancia d'oro del valore di cento buoi ricevendo in cambio quella in bronzo di Diomede - meno preziosa ma più efficace in battaglia - che valeva nove buoi.L'episodio omerico di Glauco e Diomede, assieme a quello di Achille e Priamo, è uno dei più importanti per comprendere il concetto di ospitalità (filoxenia) presso gli antichi Greci.Alla morte del cugino Sarpedonte, Glauco volle vendicarlo e incitò i capi troiani alla battaglia. Nel combattimento uccise un nemico: Baticle, figlio di Calcone, e abitante dell'Ellade.Finiscono qui le vicende di Glauco nel poema omerico.
Secondo diverse fonti, quando Achille cadde in battaglia, trafitto mortalmente da una freccia scagliata da Paride, Glauco cercò di impossessarsi del suo cadavere per spogliarlo delle armi. Sperando di uccidere qualche nemico, egli scagliò la lancia contro Aiace Telamonio, il quale proteggeva il corpo di Achille, ma essa riuscì solo a scalfire lo scudo, senza che gli penetrasse nella pelle.Aiace, alla vista del nemico, lo rimbrottò con dure parole. Infine gli scagliò addosso una lancia e lo uccise nel bel mezzo della mischia.Nel sesto libro dell'Eneide, Enea, sceso vivo agli inferi con l'aiuto della Sibilla, vi incontra le anime di alcuni troiani e loro alleati caduti in battaglia, e tra questi c'è anche Glauco.

Macaone

Macaone il chirurgo cura la ferita di Menelao, causata da una freccia di Pandaro. Opera tratta dal Diario medico.
Macaone il chirurgo cura la ferita di Menelao, causata da una freccia di Pandaro. Opera tratta dal Diario medico.

Macaone è un personaggio della mitologia greca, figlio di Asclepio ed Epione, fratello di Podalirio. Celebre medico, imparò le sue arti guaritrici dal padre e dal maestro Chirone. Era tra i pretendenti di Elena.
La guerra di troia :
Giunse al porto di Aulide insieme al fratello Podalirio, portando con sé 40 navi. Curava le ferite degli Achei ma combatteva comunque nelle battaglie. Guarì la ferita di Menelao causatagli dalla freccia di Pandaro. Venne a sua volta ferito quando i troiani attaccarono il muro acheo e fu costretto a ritirarsi insieme a Nestore nella sua tenda. Curò l’ulcera di Filottete quando questi venne portato via dall’isola di Lesbo dove era stato confinato.
La morte: Secondo la tradizione più accreditata, ripresa anche nell'Eneide, fu tra i guerrieri che si nascosero nel cavallo di legno e morì per mano di Euripilo, figlio di Telefo, secondo un’altra tradizione morì prima della conquista di Troia e fu l’amazzone Pentesilea a ucciderlo. La sua salma venne riportata in Grecia da Nestore.

Menelao

 Patroclo e Menelao (Loggia della Signoria)
Patroclo e Menelao (Loggia della Signoria)

Menelao (greco: Μενέλαος, Menélaos; latino: Menelaus) è un personaggio della mitologia greca, figlio di Atreo e di Erope e fratello minore di Agamennone. È il re di Sparta e marito di Elena, che Paride portò a Troia, causando la spedizione greca contro la città.Uomo di grande bellezza, fu uno dei più importanti eroi greci della Guerra di Troia, distinguendosi in numerose azioni valorose, che lo resero celeberrimo e temuto dai nemici. La figura di Menelao si sviluppa principalmente nell'Iliade di Omero, ma il suo personaggio è conosciuto anche in numerosi testi secondari, soprattutto nelle tragedie.
La guerra di Troia:
Durante una sua assenza per un viaggio a Creta, Paride figlio di Priamo, grazie al volere di Afrodite, accolto alla corte di Sparta, infranse le regole dell'ospitalità greca (ξενία) e rapì Elena per condurla con sé a Troia. Menelao chiese la restituzione della moglie ma, non avendola ottenuta, cominciò i preparativi della guerra contro Troia, con i più importanti principi greci condotti dal fratello Agamennone.Nella lunga guerra sotto le mura di Troia, Menelao si coprì di gloria abbattendo un gran numero di nemici. Accettò la proposta dell'eroe troiano Ettore di porre fine alla guerra mediante un duello con Paride. Egli vinse nettamente contro l'avversario e l'avrebbe colpito a morte se Afrodite non gli avesse rapito l'avversario sotto gli occhi, avvolgendolo in una nube.Quando Troia fu presa, Menelao, accompagnato da Ulisse, si affrettò verso la casa di Deifobo, che aveva sposato Elena dopo la morte di Paride, sopravvenuta nel frattempo. Menelao in persona uccise Deifobo; secondo una versione del racconto, egli si scaraventò con la spada sguainata anche contro Elena, con l'intenzione di punire l'adultera; ma Elena si scoprì il petto ed egli non mandò a compimento il suo proposito. Secondo un'altra versione, invece, fu Elena ad introdurre segretamente Menelao nella stanza di Deifobo, consentendogli così di ucciderlo e riconciliandosi con il marito di un tempo.

I Mirmidoni

Achille con i soldato Mirmidoni
Achille con i soldato Mirmidoni

I Mirmidoni (in greco Μυρμιδόνες, da μύρμηξ, "formica"; in latino Myrmidones) sono un popolo della mitologia greca, discendente da Mirmidone, figlio di Zeus.Erano un antico popolo della Tessaglia Ftiotide del quale era re Achille e che egli condusse con sé, in gran numero, alla guerra di Troia. Secondo una tradizione, il popolo traeva il nome dal proprio re Mirmidone, figlio di Zeus e di Eurimedusa, che il dio aveva sedotto assumendo l’aspetto di una formica. Una leggenda posteriore narrava invece che i Mirmidoni discendevano dalle formiche, trasformate in uomini da Zeus per preghiera di Eaco, per ripopolare l’isola di Egina devastata da una pestilenza, e che avevano poi seguito Peleo, figlio di Eaco, esule a Ftia.

Nestore

Nestore /nèstore/ (in greco Νέστωρ) è una figura della mitologia greca. Appare nell'Iliade e nel III libro dell'Odissea.Figlio del re di Pilo Neleo e di Cloride, divenne re dopo l'uccisione del padre e dei fratelli da parte di Ercole. Fu il più vecchio e il più saggio tra i sovrani greci che, sotto la guida di Agamennone, assediarono Troia. Ancora oggi molti modi di dire lo citano come sinonimo di vecchio saggio. In gioventù Nestore fu un valente guerriero e partecipò a molte imprese importanti, tra le quali la lotta dei Lapiti contro i centauri, la caccia al cinghiale di Calidone sotto la guida di Meleagro e la ricerca del vello d'oro con gli Argonauti.Salito al potere a Pilo, Nestore sposò Anassibia (o Euridice, a seconda delle versioni), la quale gli diede numerosi figli: Antiloco (che morì a Troia), Trasimede (che fu tra coloro che entrarono nel cavallo di legno), Echefrone, Stratio, Perseo (omonimo dell'eroe figlio di Zeus), Areto, Pisistrato (che Omero ci dice essere l'unico scapolo), Pisidice e Policasta (la più giovane).Benché già anziano, quando iniziò la guerra di Troia partì con gli altri eroi greci per combattere contro i Troiani. Avendo governato per generazioni, godeva fama di uomo saggio e giusto e dispensò consigli ai Greci durante il conflitto. Dopo la caduta di Troia, Nestore ritornò a Pilo, dove ospitò Telemaco quando il giovane vi si recò per informarsi sul destino di suo padre Ulisse.Il nome di Nestore ricorre anche in un'iscrizione poetica incisa su una coppa detta appunto di Nestore, il più antico documento di lingua greca, coevo ai poemi omerici.